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Il Parco Paleotto, nel quartiere Savena, a 150 metri sul livello del mare,
si allarga tra le sponde del Savena, in lievi pendici collinari, anche nei territori
dei comuni di S. Lazzaro di Savena, Pianoro, Sasso Marconi.
Il fiume Savena separa le colline di Jola e di Castel Arienti da quelle delle
località di Miserazzano, monte Croara, grotta della Spipola, Madonna
dei Boschi, monte Calvo.
Insieme costituiscono un importante porzione della “FASCIA DEI GESSI”
unica, per tipologia e interesse scientifico, esistente in Italia e divenuta
di recente parco pubblico nazionale.
Il Savena affianca l’antica strada lastricata che conduce a Firenze. Fiume
e strada, che rappresentano oggi la testimonianza della storia dei collegamenti
transappenninici, uniscono gli insediamenti abitativi pedemontani sparsi e collegano
le antiche piste che seguivano la morfologia dello spartiacque del Fiume.
Il Paleotto prende il nome dal sottostante ponte di pietra, di epoca romana,
il quale unisce tuttora le valli dello Zena e dell’Idice ad est ed i territori
di Paderno con la valle del Setta e del Reno ad ovest.
Il Ponte del Paleotto si erge ancora maestoso con le sue massicce arcate sull’acqua
del Savena, sfidando i secoli. E’ uno stupendo manufatto che rivela la
grande capacità costruttiva dei Romani, la loro tecnologia e il loro
alto grado di ingegneria idraulica.
Non è accertato se il nome “Paleotto” appartenga alla località
fin dall’antico insediamento romano o se provenga piuttosto dal nome di
una nobile famiglia vissuta in una delle tante dimore patrizie situate nella
zona.
Da “IL PALEOTTO” DI MARIA TERESA MASCHIO
- RE ENZO EDITRICE 1993":
“Fra le meraviglie del parco, si possono ammirare gli stupendi fiori
ed arbusti e nel silenzio..... forse vicino al fiume....... può apparire
un cerbiatto pronto a rinfrescarsi......oppure i germani reali con i propri
piccoli nuotare nel fiume.”
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