Piralide del bosso: attenzione all'insetto esotico

1 Aprile 2015

Cydalima perspectalis è un lepidottero della famiglia dei Piralidi originario dell’oriente (diffuso in Giappone, Cina e Corea) introdotto in Europa nel 2007.

L’insetto è stato segnalato in Italia nel 2011, in Veneto, Lombardia, Toscana e Friuli-Venezia Giulia. Recentemente la farfalla è stata avvistata in Emilia-Romagna, nelle provincie di Reggio Emilia e Bologna, a Dozza Imolese e nei pressi di Budrio.

Le larve della piralide causano gravi danni alle piante di bosso (Buxus spp.) presenti in giardini pubblici e privati.

Le larve mature - lunghe fino a 4-5 cm - hanno capo nero, torace e addome verde giallastro con punti neri. La pupa è di colore verde chiaro con macchioline brune. L’adulto ha un’apertura alare di circa 4 cm. La forma tipica è bianca, con ali orlate in marrone, ma può esistere anche una forma melanica.

L’attacco alle piante avviene preferibilmente sulle parti alte della chioma: in breve tempo le foglie sono distrutte e in alcuni casi le larve erodono anche la corteccia. 

La lotta si deve intraprendere appena si notano le larve. Il preparato “principe” da impiegare è il Bacillus thuringiensis varietà kurstaki (B.t.k.). E' consogliato l'uso anche di trappole a feromoni, per arrivare tempestivamente a conoscere le località dove le farfalle sono presenti e limitare i danni, colpendo le larve giovani con insetticida a base di B.t.k..

L’attenta sorveglianza e monitoraggio nei vivai, dove avvengono i principali scambi di piante dalle zone più infestate, può aiutare a ridurre la diffusione della piralide del bosso anche in Emilia-Romagna.

 

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