| Bononia fu
fondata nel 189 a.C. come colonia, nel territorio
già occupato dagli Etruschi e dai Galli Boi; il
nome deriva probabilmente dal termine gallico bona
(villaggio fortificato) che ai Romani dovette
sembrare di buon auspicio. La fondazione di una città
romana richiedeva alcuni interventi fra cui la
suddivisione del territorio coltivabile
(centuriazione) e la sistemazione della rete
stradale. Per l'attuazione di questo programma a Bononia
furono tracciati i limiti del perimetro cittadino
e fu definito il reticolo interno delle strade: l'incrocio perpendicolare
delle vie (da nord a sud i cardini, da est a
ovest i decumani) suddivideva gli spazi della
città in isolati rettangolari (insulae),
occupati da piazze, edifici pubblici, abitazioni
private, fontane. Contemporaneamente venne
bonificato il territorio attorno alla città e il
terreno fu diviso da strade, sentieri, fossi di
scolo delle acque, perpendicolari tra loro, in
appezzamenti di circa 710 metri per lato (centuria).
Le dimensioni
dell'abitato a noi note si riferiscono all'età
dell'imperatore Augusto (fine del I sec. a.C.).
Negli isolati più centrali - che occupavano
l'area dell'attuale Piazza Maggiore e dintorni -
si trovavano gli edifici pubblici: gli scavi
hanno messo in luce resti della basilica che si
affacciava sul forum (il complesso
monumentale civile della città), del macellum
(il centro commerciale), di un tempio e del teatro.
Bologna era
servita da un acquedotto sotterraneo che prendeva
l'acqua dal torrente Setta e, dopo un percorso di
20 chilometri, giungeva fino al margine
meridionale dell'abitato, dove si trovavano le
vasche di raccolta, da cui partivano le tubazioni
in piombo (fistulae) per la distribuzione
dell'acqua, che alimentavano anche le terme.
Le abitazioni
private furono inizialmente modeste, costruite in
legno e mattoni intonacati e dipinti; in età
imperiale nelle case più ricche comparvero
pavimenti a mosaico e pareti dipinte o decorate
con stucchi.
Nell'immediata
periferia della città si impiantarono le
attività artigianali: fornaci per la produzione
dei laterizi e delle ceramiche, fabbriche di
panni e di calzature, officine per la lavorazione
dei metalli.
Nell'area periferica orientale, a ridosso del
centro storico, si trovavano l'anfiteatro,
l'edificio pubblico destinato a giochi e
spettacoli, e il tempio di Iside.
Nelle campagne -
dove si coltivavano i cereali, la vite e si
allevavano i suini - si svilupparono piccole case
coloniche e villae. Queste ultime sono
complessi simili alle nostre fattorie, costituite
dalla casa padronale e da una parte rustica, con
ambienti destinati agli alloggi degli schiavi,
alla conservazione dei prodotti e alle attività
artigianali.
Le necropoli (i cimiteri) erano situate
all'esterno del perimetro cittadino lungo le
principali strade.
|