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Sera Jey web: www.lightlink.com/aholmes/aboutsc.html
CENNI STORICI
Il
Monastero di Sera fu costruito circa 580 anni fa, dal
grande Lama Jamchen Choese Shakya Yeshe, uno dei più
accreditati discepoli del Lama Tsong Khapa. All’interno
dell’Università del Monastero di Sera ci sono due collages,
Sera Jey e Sera Mey. Sera Jey è il più antico e fu realizzato
dal Lama Kunkyen Lodroe Rinchen Senge,
figlio del grande maestro tantra Nyingmapa. Il Maestro
profetizzò che suo figlio sarebbe stato educato come un monaco e
che il suo insegnante avrebbe costruito un grande Monastero, il
Monastero di Sera Jey. La traduzione letterale di Sera Jey è
“viaggiatore” o “pellegrino”; infatti, il fondatore di
Sera Jey proveniva dalla parte ovest del Tibet e successivamente
si spostò in quella centrale, dove il Monastero è attualmente
situato. I monaci che da altre zone raggiungevano il monastero,
erano perciò pellegrini. In particolare giungevano dal monastero
Drepung circa 100 monaci “anziani” si unirono a quelli del
Monastero Sera Jey. Fin da allora, uno dei principali compiti del
Monastero, fu di preservare la tradizione Buddista in generale ed
in particolare gli insegnamenti del grande Lama Tsong Khapa.
Questa è la principale ragione per cui fu eretto Sera Jey.
Col
passare del tempo il Monastero si è sempre più ampliato, al
punto da accogliere studenti provenienti da tutto il Tibet ed
anche da più lontano (Mongolia, Cina, India,Giappone).
All’interno della tradizione Tibetano-Buddista il Monastero
ospitava ed istruiva numerosi studenti appartenenti ad altre
tradizioni, come ad esempio il Nyingma, il Kagyue e il Sakya. Il
Monastero fu quindi per molti anni uno dei principali centri di
insegnamento.
Prima
del 1959, anno in cui i comunisti cinesi invasero il Tibet
e distrussero la maggior parte della cultura e civiltà tibetana
(specialmente i centri spirituali, i Monasteri ), a Sera Jey
c’erano già più di 4000 monaci e studenti,e molti tra i più
importanti Lama del tempo. Sera Jey, prima del 1959, non era
soltanto uno dei principali centri di religione e di insegnamento
spirituale, ma contribuiva anche alla formazione di un alto numero
di insegnanti e Maestri qualificati che offrivano contributi, non
solo all’interno della tradizione Gelugpa del Buddismo Tibetano,
ma anche agli insegnamenti derivati da altre tradizioni. Dopo aver
completato gli studi presso il Monastero di Sera Jey, i monaci
tornavano nei loro Monasteri e divenivano insegnanti e abati.
Prima
del 1959 la maggior parte degli studenti partecipava al corso
Geshe Degree (un dottorato di Laurea)
che aveva una durata di 20 anni. Dopo il corso Geshe,
alcuni tra i migliori studenti potevano frequentare il Gyudme
Tantric College, nel quale si studiano le pratiche Tanta. A
fine corso, alcuni studenti potevano diventare: istruttore
religioso all’interno del proprio Monastero; abate;
amministratore di un Monastero; insegnante; recarsi presso i
Monasteri collocati in altri paesi.
Quando
nel 1959 i comunisti cinesi occuparono il Tibet insediansi nel
centro, luogo in cui esistevano
i più grandi Monasteri, solo un imprecisato numero di monaci
riuscì a fuggire. I monaci di Sera Jey scapparono oltrepassando
l’Himalaya e trovarono rifugio in India. Costruirono un primo
Monastero provvisorio, presso un luogo chiamato Buxa Dour (est
dell’India), che ospitava solo 200 monaci di Sera Jey. Qui i
monaci furono costretti ad affrontare varie difficoltà: il clima,
l’inquinamento, l’alimentazione. Per loro era tutto
sconosciuto e totalmente diverso dal Tibet e a causa delle modeste
condizioni in cui vivevano, del clima caldo e per la mancanza di
cibo, molti monaci si ammalarono di tubercolosi e, nei primi
dieci anni, di soggiorno in India, morirono. Successivamente,
nel 1970, lo Stato del Karnataka nel sud dell’India, offrì un
terreno alla comunità di rifugiati tibetani ed anche ai monaci
tibetani che vivevano nel campo di Buxa Dour. I monaci di Sera Jey
si spostarono così a Bylakuppe, nel sud dell’India, nel luogo
in cui risiedono attualmente. Per i primi tre anni tagliarono gli
alberi della giungla, per creare un’area edificabile e
coltivabile. I primi anni furono dedicati quindi alla
sopravvivenza. |
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