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    “Riflettere per fare”: ripensare sé stessi per fare meglio


    “Riflettere per fare” è il nuovo progetto di Famiglia Aperta, approvato dal Centro di servizi di Bologna per l’anno 2003-2004 e finanziato per 13.800 euro. Per mantenere attive le risposte dell’associazione e di migliorare la qualità, Famiglia Aperta ritiene indispensabile intervenire sul proprio assetto interno e sulla capacità di comunicazione, attraverso le attività di consulenza organizzativa, il reclutamento e la riqualificazione dei volontari, la documentazione e la promozione dell’associazione sul territorio. .

    La difficoltà di mantenere la continuità educativa (Famiglia Aperta gestisce, in convenzione con il Comune di Bologna, un gruppo educativo, un centro di aggregazione giovanile, affidi familiari, laboratori per preadolescenti, offre sostegno scolastico e inserimento lavorativo) e la carenza di risorse economiche destinate al sociale hanno prodotto alcune disfunzioni nelle attività dell’associazione che ora è a un bivio: interrompere gran parte delle attività oppure intervenire su sé stessa al fine di recuperare una migliore funzionalità organizzativa, anche in relazione alla partecipazione a progetti di rete. Sono questi i motivi che hanno indotto a formulare il progetto. Gli obiettivi di “Riflettere per fare”, infatti, sono quelli di aumentare la capacità organizzativa, gestionale e operativa dell’associazione, incrementare la capacità di adattamento funzionale al cambiamento, promuovere e rilanciare Famiglia Aperta sul territorio, reclutare nuove forze, stabilire nuove sinergie e relazioni con altri soggetti, accrescere le competenze interne.
    Anche attraverso la consulenza di professionisti, per poter continuare la propria attività in modo fluido, innovativo, efficace e di qualità. Inoltre Famiglia Aperta vuole raccogliere una documentazione significativa sull’attività svolta dall’associazione, al fine di recuperarne la storia e il percorso, e con la quale poi produrre una o più pubblicazioni da comunicare all’esterno; predisporre una campagna di marketing sociale; rinnovare il giornalino dell’associazione.
    E ancora: organizzare seminari inerenti l’educazione, la famiglia, l’adolescenza e il lavoro sul territorio; realizzare corsi di formazione per gli operatori in modo da migliorarne e adeguarne le competenze. Infine Famiglia Aperta prevede una attività di supervisione orientata alla valutazione dei servizi offerti.
    Inoltre, per sostenere gli operatori dell’associazione tra le numerose criticità che incontrano nel loro operare, si ritiene che in questa fase sia necessario un accompagnamento professionale che aumenti la capacità di lettura dei contesti sociali e delle difficoltà che si incontrano. Si intende quindi attivare, per il gruppo degli operatori, una supervisione mensile per il periodo settembre 2004 – febbraio 2005.

    (dal progetto elaborato
    da Alberto Bertocchi)

     
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