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Dove va Famiglia Aperta? Le prospettive…
Negli ultimi 10 anni il contesto in cui si esprime il volontariato
è mutato sul piano istituzionale, sul piano sociale e sul
piano educativo. Tutte queste trasformazioni incidono in particolare
sul progetto educativo diurno, che oltre tutto ha dovuto tener conto
di una serie di difficoltà.
Le riflessioni di quest’ultimo periodo hanno prodotto
sempre più chiaramente alcuni interrogativi:
1. Quale fisionomia deve assumere, oggigiorno, un servizio rivolto
ai preadolescenti? Deve mantenere le medesime caratteristiche dei
servizi tradizionalmente offerti da Famiglia Aperta?
2. Quali sono i compiti della nostra associazione di volontariato,
intesa come persone che si sono “associate” per realizzare
insieme dei fini comuni? (non siamo una istituzione, né una
fondazione, né un ente morale)
3. Quali iniziative deve intraprendere Famiglia Aperta per recuperare
e mettere a frutto le grandi ricchezze “donate” in questi
anni dai volontari e quelle caratteristiche di “famiglia”
che hanno consentito esperienze forti di aggregazione (che sono
“modo di essere” prima ancora che “modo di fare”)?
4. Don Sandro ricorda, inoltre, che per l’Associazione è
molto importante mantenere lo spirito di servizio; in particolare
invita Soci ed operatori a mantenere, oltre lo spirito di servizio,
la capacità di rapportarsi con le persone attraverso il dialogo,
la comunione, la riflessione, e di attivare le iniziative necessarie
per fare dei giovani i protagonisti del loro futuro.
L’Assemblea dà mandato al Consiglio di:
a) Studiare la possibilità di realizzare un’attività
più sistematica di sostegno scolastico per le superiori.
b) Lavorare assieme a volontari e simpatizzanti per definire nuove
linee di intervento. Cercheremo insieme le risposte… E cercheremo
insieme i compiti… Come fare ricerca e progettazione per conservare
quanto raggiunto, sperimentare nuove attività per mantenere
il contatto con l’esperienza quotidiana, viva e reale, fare
esperienze di comunità per non perdere il senso del nostro
essere una “famiglia aperta”.
c) Ritrovare l’impegno di ex volontari e obiettori di coscienza
ora impegnati in attività professionali, ma ancora disponibili
ad impegnarsi soprattutto nel tardo pomeriggio e nella prima serata.
(Estratto dal verbale della Assemblea ordinaria dei soci di
Famiglia Aperta del 12 marzo 2004)

Dateci una mano, anche noi ce la daremo…
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