Francesco Villa, "La discussione", film di 8'

Otto minuti dentro il G8
Incontro con Francesco Villa, regista romano che ha vinto il premio Aprile alla settima edizione del Milano film festival con il suo video «La discussione», corto sui giorni caldi di Genova

Prima proiezione pubblica per La discussione, otto minuti catturati alla realtà genovese dell'immediato post G8, un video di Francesco Villa che ha ricevuto il Premio Aprile alla settima edizione del Milano film festival, terminato domenica scorsa. Un riconoscimento attribuito al cortometraggio del regista romano dalla giuria selezionatrice composta da Alessandro Beretta, Nicolò Bini, Carlo Giuseppe Gabardini, e dai due direttori del festival: Lorenzo Castellini e Beniamino Saibene. Siamo sul lungomare, di fronte a piazzale Kennedy, a ridosso di quei portici dove degli uffici sono stati dati alle fiamme, uno degli angoli di Genova più ripreso e mandato in onda dalle televisioni in quel luglio 2001. «Ero a Genova in quei giorni perché stavamo lavorando per il sito web di un quotidiano italiano, andavo in giro a riprendere e poi mandavo le immagini in redazione dove le passavano direttamente on line nella giornata. Il pezzo della discussione si svolge domenica mattina, dopo la notte della Diaz: ero rimasto all'interno della scuola fino alle quattro di notte, poi avevo dormito a piazzale Kennedy. La mattina seguente al risveglio ho notato vari capannelli di persone che discutevano, così ho cominciato a riprendere queste situazioni».

Quale tipo di intervento c'è stato sulle immagini in fase di montaggio?

Il video è un piano sequenza che parte dal totale di quell'angolo della città, entra in questo capannello e finisce dentro la testa di una persona che non ha detto niente; abbiamo stabilito l'in e l'out della sequenza, nient'altro. A me quella discussione è sembrata interessante perché non porta da nessuna parte: c'erano da un lato persone che avevano visto la televisione e dall'altro persone che avevano visto i fatti; quest'ultime non riuscivano a convincere le altre che le cose erano andate in maniera diversa, era come un muro di gomma, le loro parole rimbalzavano. È triste e interessante perché purtroppo questo muro crescerà sempre di più. Più passa il tempo e chi ha visto con i propri occhi quei fatti avrà maggiori difficoltà a convincere chi si è limitato a guardare la televisione che le cose sono andate in maniera completamente differente. È un problema di comunicazione.

Hai visto altri film sul G8 di Genova? Il tuo rispetto agli altri sembra un caso a parte....

Penso che qualsiasi film su Genova esca sia importante. Alcuni video di Indymedia o Radio Sherwood parlano a un pubblico che già la pensa come loro, hanno difficoltà a raggiungere persone con idee diverse che rifiutano immagini così aggressive. Un documento importante è il film di Francesca Comencini perché la madre di Carlo, a prescindere dal ruolo che si è ritrovata a dover coprire, è una persona utile da ascoltare.

Qui a Milano il tuo video è stato inserito nello stesso concorso in cui figuravano opere di fiction, docu-fiction, animazione, videoarte. Cosa ne pensi?

La discussione penso fosse fuori luogo. Con una durata di lavorazione di otto minuti e la post-produzione di un'ora, abbiamo speso soldi giusto per la cassetta, mentre in concorso c'erano film girati in 35 mm, con alle spalle troupe numerose, quindi il premio Aprile mi fa molto piacere. In questi giorni poi c'erano da una parte le proiezioni di Fosforo (serie di film e incontri dedicati alle «Guerre dei poveri e l'amnesia dei ricchi» per riflettere sullo stato dell'informazione, nda), documenti con una sostanza quasi troppo forte realizzati come se la tecnica non potesse essere un mezzo che aiuta il contenuto ad arrivare, e dall'altra cortometraggi realizzati con un'ottima tecnica però sostanzialmente smarriti. È importante una commistione tra i due aspetti, perché con la tecnica si aggiunge. Le persone che hanno i mezzi e la possibilità di comunicare dovrebbero almeno dare spazio e far sentire chi ha delle cose da dire, specialmente in un paese in via di regresso come l'Italia.

La discussione si può vedere su http://www.logovideo.com, sito di un progetto creativo di cui fa parte Francesco Villa, un filmmaker che si vuole «concentrare sulla realtà con l'occhio di una persona che abitualmente si occupa di finzione» e che dopo tante immagini sugli scontri targati G8 ha scelto un confronto verbale tra cittadini genovesi che hanno manifestato e no, e tra chi ha viaggiato per raggiungere Genova in quei giorni e prendere parte ai cortei di un movimento che ha coinvolto migliaia di videocamere e cineprese.

Luca Gricinella, "il Manifesto", 24 settembre 2002